Il Counselor

di Beatrice Bertoli

Il counseling è un approccio alla persona senza etichette.

Mi approccio con autenticità, curandomi del fatto che quello che sento è quello che dico.

Nel totale rispetto dell’Altro e nel suo essere come risultato di esperienze uniche e non uniformabili.

Mi avvicino alla persona sentendone i sentimenti, le emozioni, il distacco lo si può lasciare a chi per mestiere prescrive la cura.

Per il counselor la cura siamo noi stessi: unici e capaci di investire su quello che è la nostra unicità.

L’ approccio del counselor è frutto di sofferenze provate in prima persona e perciò esperite attraverso l’Altro che ce le racconta, mai giudicate o minimizzate.

Per questo si fa in modo che si aprano le strade non viste dall’Altro, ma là da sempre, pronte ad essere affrontate.

Aprire gli occhi a volte può essere doloroso ma alla fine, la vittoria paga.


[Beatrice Bertoli è Counselor in formazione presso i centri del progetto DIMMItiASCOLTO, quale studentessa di Counseling Relazionale Filosofico ed Artistico Espressivo – Centro Educativo Permanente di Bassano del Grappa – nota Redazione DtA]


Foto Pixabay

La diversità esiste

di Annamaria Sudiero

Siamo polvere di stelle caduta sulla terra, tutti fiori unici sbocciati nella stessa serra. Ognuno con le sue caratteristiche e il suo universo, capace, se lo vuole, di reagire ad ogni momento avverso.

Abbiamo sempre in noi le giuste risorse, dobbiamo cercarle, come le chiavi nelle nostre borse. Trovare in noi la forza, l’ingegno e la volontà, allora quella polvere di stelle, proprio nel buio, brillerà.               (A.S.)


Uguali ma diversi, la diversità esiste

Se proviamo a paragonare gli esseri umani a dei fiori non possiamo negare che la diversità esiste! Una rosa non può certo dirsi uguale ad un’orchidea, ad una margherita, ad un giglio, ad un’ortensia… potremo andare avanti all’infinito, ed ognuno ha bisogno di una diversa cura per poter fiorire.

Ogni fiore, ogni persona, ha la sua bellezza e la sua dignità, può piacere o non piacere, ma nessuno è inferiore ad un Altro.

Ho ascoltato qualche giorno fa il racconto di una ragazza autistica che fino a 17 anni si rendeva conto di essere diversa, non peggiore o migliore degli altri, ma diversa. Quando ne ha scoperto il motivo, le è stata diagnosticata la Sindrome di Asperger, un disturbo inerente all’autismo, ha cominciato a studiare sé stessa, per trovare la sua “chiave”, per capire come meglio potersi relazionare con gli Altri senza dover soffrire troppo. Perché la sua sensibilità è sconvolgente, ed è solo un esempio della complessità del disturbo. Per lei “le luci fanno rumore”, avere troppi colori intorno o sentire profumi intensi la deconcentrano a tal punto da non riuscire a sostenere una semplice conversazione. Deve quindi fare uno sforzo enorme per riuscire a “selezionare” ciò che in quel momento è importante “sentire”. Quando poi trova un lavoro e si presenta come persona autistica le viene detto: non importa, va bene così!

Ma nulla cambia intorno a lei, viene negata, in buona fede certo, perché non gliela vogliono far pesare, la sua diversità. Per lei è difficile, se non impossibile, riuscire a lavorare in quell’ambiente. Quando invece si presenta e finalmente si sente dare la risposta che vorrebbe: ok, sei autistica, come possiamo aiutarti? Tutto cambia perché le è stata riconosciuta la sua diversità, le è stata data dignità, non si è sentita inferiore ma Ascoltata!Possiamo dunque affermare, senza sembrare insensibili, che la diversità è ogni giorno sotto i nostri occhi, ma, pur con le migliori intenzioni, è sbagliato ignorarla o far finta di non vederla perché finiremo per renderla un ostacolo anziché una risorsa.

Dobbiamo dichiarare con forza l’uguaglianza tra gli esseri umani, come scritto in altri articoli, gli Altri siamo noi, sono il nostro specchio. Ma ciò non significa negare che ciascuno ha le proprie, specifiche ed uniche, caratteristiche che lo portano ad essere diverso da tutti gli Altri, sia per colore, per etnia, per genere, per religione, per abilità o disabilità, ma piuttosto affermare che tutte le persone hanno uguali diritti.

E si arriva sempre alla stessa conclusione, basterebbe avere rispetto degli Altri.

Foto Pixabay


Tratto da “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di  Luis Sepùlveda

“Sei una gabbiana. Su questo lo scimpanzé ha ragione, ma solo su questo. Ti vogliamo tutti bene, Fortunata. E ti vogliamo bene perché sei una gabbiana. Non ti abbiamo contraddetto quando ti abbiamo sentito stridere che eri un gatto, perché ci lusinga che tu voglia essere come noi, ma sei diversa e ci piace che tu sia diversa. Non abbiamo potuto aiutare tua madre, ma te si. Ti abbiamo protetta fin da quando sei uscita dall’uovo. Ti abbiamo dato tutto il nostro affetto senza alcuna intenzione di fare di te un gatto. Ti vogliamo gabbiana. Sentiamo che anche tu ci vuoi bene, che siamo i tuoi amici, la tua famiglia, ed è bene tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie d’orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso. È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo.

Sei una gabbiana e devi seguire il tuo destino di gabbiana. Devi volare. Quando ci riuscirai, Fortunata, ti assicuro che sarai felice, e allora i sentimenti verso di noi e i nostri verso di te saranno più intensi e più belli, perché sarà l’affetto tra esseri completamente diversi”.

Gabbianella, foto Pixabay


“In presenza”

Ascolto e Counselling da oggi 22 giugno sarà attivo “non soltanto Online“, ma anche “in presenza“. Nel rispetto delle indicazioni normative vigenti anti Covid19, si potranno fissare appuntamenti presso la sede di Thiene (Vi).

Siamo grati per la collaborazione del Comune di Thiene, nonché per il sostegno dell’ULSS7 e del Centro di Servizio per il Volontariato di Vicenza.

Per appuntamenti e informazioni è disponibile il n. 333 4012669.

Ma di cosa stiamo parlando? Ecco qui sotto alcuni spunti.


Locandina originale perfezionata da Annamaria, Egle e Gianni

Finalmente le mascherine …

di Beatrice Bertoli


Finalmente ci siamo ritrovati dietro ad una mascherina per riscoprirci tutti uguali, sì, tutti sulla stessa barca.

Gli occhi spuntano per dire: “Ah, eccoti qua, anche tu con le mie stesse paure”.

Tutti vulnerabili e tutti potenzialmente vittime, ci incrociamo per le strade quasi non guardandoci, negando questa realtà che ora è normalità.

E’ normale preoccuparsi del diverso (forse contagioso?) e ci sentiamo così anche liberi di avere paura.

Le paure sono quelle che ci hanno creati diversi, ognuno rinchiuso nei propri timori e, soprattutto nella società di oggi, sono timori che vogliamo tenere ben nascosti.

Forse viviamo bene nella nostra bambagia fatta di ipocrisia e buonismo ma è necessario trovare il coraggio di superare ciò.

Mi rendo conto che questa pandemia ci ha resi ancora più chiusi, ma occorre un atto di consapevolezza e di coraggio per guardarci ancora dritti negli occhi e, sotto sotto, sotto anche alle nostre mascherine, sorriderci.


Sorridere (Pixabay)

Ecco il Team di “progetto…”

Ecco il Team di “progetto DIMMItiASCOLTO”. Ascolto e Counselling.

Persone che credono nel Counselling come insieme di tecniche e abilità per l’Aiuto alla Persona.

Counsellor professionisti e in formazione: Anna – Daniela – Egle – Vania – Gianni.

Cinque Persone che si mettono a disposizione dell’Altro

Incontrare o andare incontro all’Altro

di Annamaria Sudiero


È molto facile incontrare l’Altro, basta camminare per la strada e quanti Altri si incontrano, è una casualità!  Ma è andare incontro agli Altri che è difficile, lo si fa per scelta. Bisogna fare spazio davanti a noi, liberarci dagli ostacoli che ci intralciano. 

E gli ostacoli possono essere tanti: rabbia, pregiudizio, paura, egoismo, arroganza, privilegi e chissà quanti differenti impedimenti abbiamo davanti che ci impediscono anche solo di vedere gli Altri, il Prossimo.

Provate ad immaginare che tutti questi sentimenti siano veri oggetti, intralci che si pongono davanti a noi nel nostro incedere verso l’Altro! Quanto tempo, quanta fatica per spostarli. E quanti danni potremmo provocare a noi e agli Altri nel farlo!

Immaginiamo invece che davanti a noi ci sia un morbido tappeto tessuto di rispetto, reciprocità, fraternità, uguaglianza, solidarietà, onestà e quanto altro di giusto ogni essere umano dovrebbe provare per vivere in serenità col suo prossimo.  

Sarebbe più facile per chiunque camminarci sopra e anche nel momento di difficoltà, se si cade, il colpo sarebbe attutito e troveremmo una mano vicino che ci aiuta ad alzarci.

Sono forse una visionaria, ma è questo il mondo che vorrei. Poi se accendo la tv, vedo ogni giorno montagne di ostacoli che restano lì a impedire che si possa srotolare un morbido tappeto. E allora smetto di guardarla e il tappeto lo stendo almeno davanti a me.

Questo sì, posso farlo, ognuno di noi può farlo. 


Il morbido tappeto

Ascolto e counselling ancor più importante, qui e ora

Pezzo tratto da Oltre – L’Altovicentino, domani (http://www.oltrepolitica.it) del 22 maggio – intervista a Gianni Faccin

22 Maggio 2020 / Welfare

Gianni Faccin – già dirigente Unicredit Group – è oggi libero professionista e studente presso Unipd. È responsabile del progetto DimmiTiAscolto e dei centri di ascolto del Punto d’Incontro San Giorgio. Membro di Gsm San Giorgio di Poleo a Schio (Vicenza) fa parte di altre organizzazioni non profit della provincia. Counsellor professionista, da anni si occupa di animazione sociale. In questi giorni di parziale ripresa di tante attività, ospitiamo volentieri una sua riflessione su come il lockdown abbia trasformato, anche sul nostro territorio – in cui è cruciale l’incontro e la vicinanza tra le persone – il modo di praticare “ascolto” di chi è nel disagio.

Da anni mi occupo di ascolto, anzi mi ci dedico proprio. È una dimensione che è propria di ogni persona e ha implicazioni a livello individuale, di coppia, di gruppo, di azienda, di comunità. Amo esplorare e praticare l’arte di ascoltare e tocco con mano costantemente come siamo tutti bravi nell’arte di non ascoltare. Oggi cerco di diffondere il messaggio anche attraverso alcuni blog e consolidate collaborazioni, un messaggio condiviso da molte persone co-costruttrici, interessate e competenti.

Da questo amore è partito in me, già ai tempi del mio lavoro in azienda, il desiderio di promuovere dei centri di ascolto che fossero, tramite diverse attività mirate, agenti di cambiamento positivo, per il singolo e per la comunità.

Quindi, oggi, sono funzionanti a Schio (VI) diversi “spazi di ascolto e condivisione” che sono culminati recentemente con l’apertura di un centro di ascolto e counselling nel vicino comune di Thiene. Purtroppo proprio in questo periodo le cose si sono arenate per l’impossibilità di realizzare incontri vis à vis, come è giusto ed importante che avvenga.

Ecco allora, recentissima, l’attivazione di un servizio gratuito online di ascolto e counselling, in modo da permettere a chi lo volesse di raggiungere un gruppo di professionisti, tutti formati in counselling relazionale, al fine di porsi in relazione d’aiuto, con audio-video, utili a fornire un sostegno morale per persone di ogni età, giovani e anziani, anche con particolari fragilità, che potrebbero trovarsi particolarmente a disagio in seguito alla drastica interruzione delle loro abitudini d vita ed essere più facilmente soggetti a stati di preoccupazione, ansia e paura

Si vorrebbe anche aiutare a mantenere la socializzazione, sia con collegamenti individuali sia con collegamenti di gruppo, sfruttando le vie online, per favorire lo scambio di esperienze, il dialogo e per mantenere vive le relazioni. Esiste già il dialogo tra gruppi, associazioni ed enti al fine di mantenere e favorire il lavoro di rete. La nostra iniziativa prevede contatti e colloqui via video e quindi si basa su collegamenti in web con varie piattaforme. Anche per me, anche per il nostro gruppo, si tratta di una novità, inaspettata e imprevedibile nei suoi sviluppi. È importante accettare questa sfida, e dare un contributo di aiuto concreto ai singoli e alla comunità. 

Siamo per andare “Oltre”.


immagine Pixabay – a cura della Redazione DtA

ONLINE

Oggi 11 maggio inizia una nuova avventura, diventiamo:

progetto DimmiTiAscolto

e soprattutto da oggi siamo anche “online“.

Grazie alla sinergia tra la nostra associazione Gsm San Giorgio Odv (Schio – Vi) e l’Associazione culturale Dea Mundi (Thiene – Vi) si è dato avvio ad uno sviluppo del servizio di ascolto e condivisione in essere dal 2012.

Nel concreto, per rispondere all’impossibilità di incontrarsi di persona, si è deciso di attivare il servizio di ascolto e counselling gratuito DimmiTiAscolto online.
Se ti senti solo, oppure i problemi e le difficoltà sono amplificati dall’isolamento forzato, o magari l’ansia o la paura ti impediscono di trascorrere bene le tue giornate chiama il numero 333 4012669, oppure invia un messaggio. Ti verrà fissato un appuntamento per una videochiamata con skype o whatsapp.
Potrai parlare con un operatore qualificato e formato nelle relazioni d’aiuto.

Redazione DTA

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