Esserci … l’iniziativa (1)

di Redazione DtA –

Qualche mese fa, in piena estate, in una fase meno complessa in termini di pandemia e restrizioni, molto prima della cosiddetta seconda ondata, ci siamo incontrati e abbiamo voluto rendere visibile con dei video la nostra iniziativa, anche qui non solo mettendoci la faccia, ma cercando in semplicità e autenticità di evidenziare le risorse dedicate, che sono di persone, competenze e tempo. Ancora di più, di passione.

.

Video uno: realizzazione e montaggio Stefano – regia Egle. Protagonisti i professionisti del Team Counselling: Anna Daniela EgleGianni Vania.

Immagine in evidenza Pixabay: il colloquio

.

Registrazione effettuata prima del Dpcm 24 ottobre 2020

Esserci …

a cura della Redazione DtA –

.

Il 2020 sta finendo, ma non si sta esaurendo l’estrema complessità che lo ha finora caratterizzato.

Già nei primi mesi di quest’anno abbiamo lanciato un servizio di ascolto e condivisione online, successivamente implementato dalla modalità del counselling, grazie alla presenza, tra i nostri volontari, di studenti e professionisti counsellor, provenienti da diverse scuole del Vicentino.

Nel breve video che segue il Team Counselling si presenta.

Nei video successivi, che ci accompagneranno nelle prossime settimane, la presentazione personale e dei contenuti sarà più completa.

.

Video a cura di Paolo Rudella – Immagini e grafica a cura di Annamaria, Paolo e Ramune

Un aiuto per tutti coloro che credono nel valore della persona

di Gianni Faccin –

Nel pezzo uscito il 3 dicembre Clitta Frigo scrive: … il lavoro del nostro gruppo ha fatto emergere che gli obiettivi delle attività prioritarie sono soprattutto: 1. l’ascolto e 2.la relazione d’aiuto-counselling. 

Sull’Ascolto lavoriamo da molti anni (sono otto anni proprio in questi giorni, l’8 dicembre 2012 abbiamo inaugurato il primo centro di ascolto a Poleo (Schio) con il Punto d’Incontro San Giorgio), e continueremo a lavorarci come proposta di uno stile di vita, basilare per ogni essere umano.

La Relazione d’Aiuto con il counselling è una strada e non è l’unica. E’ di certo un passo particolare ed avanzato nell’aiutare. E’ una risorsa ed è anche una opportunità che esiste ed è a disposizione della comunità.

Ma di che si tratta?

Mi piace riprendere un bel testo tratto da una fonte amica (gruppo pubblico in Facebook Counselling nella relazione d’aiuto), presente liberamente nel web.

E’ un testo che ho da tempo fatto mio.

Il counselling è una forma di consulenza, che si propone di accompagnare la persona durante temporanei momenti di difficoltà o durante le fasi di passaggio esistenziali. Permette una maggiore consapevolezza della propria situazione e aiuta ad attivare le risorse personali per migliorare la qualità della vita.

Il termine counselling (o counseling) è importato dalla cultura anglo-americana e attualmente non è stato individuato in maniera univoca un termine corrispondente in italiano. Il termine deriva dal latino ‘consul’, da cui derivano consultare, consigliare, ma anche consolare e confortare.

Nell’area di confine tra l’educazione al benessere e il prendersi cura (caring) tipico delle relazioni d’aiuto, il counselling consiste nella conduzione di colloqui che coinvolgono temi personali privati ed emotivamente significativi per il cliente, in cui questo viene ‘aiutato ad aiutarsi’, a gestire, cioè, la sua situazione utilizzando le proprie risorse personali senza dipendere da interpretazioni, consigli o direttive forniti da un altro, per quanto esperto possa essere.

L’originaria intuizione su cui si basa il counselling è quella di Carl Rogers, secondo cui se una persona si trova in un momento di difficoltà, il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirle cosa fare, quanto piuttosto di aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il problema, assumendo da sola e pienamente la responsabilità delle scelte eventuali.

Il counselling non si propone di addestrare, non effettua diagnosi e non cura sintomi. Non è psicoterapia, né sostegno psicologico in senso stretto.

Il counselling è un’arte maieutica, un processo di apprendimento interattivo, una modalità di prendersi cura della persona nella sua interezza, attivando un incontro umano di qualità.
E’ infatti soprattutto la qualità della relazione, l’ascolto empatico, il rispetto e una comunicazione genuina e non giudicante, a creare il presupposto in grado di stimolare la consapevolezza e le risorse già presenti nel cliente.
Le competenze di counselling sono applicabili in modo trasversale a molte professioni e a molti contesti. Possono trarne giovamento educatori, formatori, assistenti sociali, psicologi, medici, allenatori sportivi, avvocati, religiosi, volontari impegnati in vari ambiti del sociale, ecc.

Più in generale le competenze di counselling possono essere di aiuto a tutti coloro che credono nel valore della persona e desiderino migliorare le proprie modalità comunicative e relazionali.

In conclusione faccio una breve sottolineatura sulla parola ‘cliente’. Perché questa parola, e non utente, paziente, bisognoso, ecc.?

La parola ‘cliente‘ ben evidenzia, a mio parere, la pariteticità nel colloquio di counselling. Tale situazione esprime la tipicità del counselling, la sua essenza, che la distingue da ogni altra modalità di incontro. Situazione anche funzionale all buona riuscita dei colloqui.

.

(Foto in evidenza: from Talkspace)

.

Foto Cristina Rovetta

Servizio alla Persona

di Clitta Frigo –


Nei mesi di ottobre e di novembre i coordinatori di “progetto” si sono dedicati ad una importante autoriflessione su quali possano essere, oggi e per il futuro prossimo, le linee prioritarie di intervento. E’ stato un vero lavoro di analisi, confronto e fantasia, con uno sguardo alle motivazioni iniziali del “progetto DIMMItiASCOLTO”, partendo dalle sfide dell’associazione madre, Gsm San Giorgio Odv, e dall’esperienza di otto anni del centro di ascolto denominato Punto d’Incontro San Giorgio.

Il lavoro del nostro gruppo ha fatto emergere che gli obiettivi delle attività prioritarie sono soprattutto: 1. l’ascolto e 2.la relazione d’aiuto-counselling. 

Di sicuro con l’ascolto si accoglie la persona, senza alcuna distinzione, insieme con le sue situazioni. L’ascolto attento per la persona che si presenta al centro DtA è certamente un primo valido aiuto – un contatto dignitoso.

L’atteggiamento di rispetto da parte del “volontario” che non critica e non giudica è ulteriore prova per chi si presenta che lei/lui persona viene accettata così com’è , che lui/lei e’ importante in quanto essere umano.

Anche l’assicurazione da parte del “volontario” della riservatezza degli argomenti e delle informazioni fornite da chi si ascolta è considerevole. All’accoglienza cordiale e all’approccio di ascolto partecipato e attivo ci vuole lo sforzo di distaccamento da parte del “volontario”. Esercitare un coinvolgimento non emotivo. Che non è facile. 

Succede che a volte un percorso di ascolto necessita di un ulteriore accompagnamento da parte di una figura più esperta (vedi counsellor).

Ai componenti del gruppo del centro DtA non mancano di certo la solidarietà, la partecipazione, la condivisione, la vicinanza, l‘empatia. Qualche volta anche la frustrazione per le situazioni incontrate.

 In periodo pre-Covid il sistema degli incontri in presenza funzionava bene.  Adesso con la comparsa del Covid, purtroppo, gli incontri in presenza sono diminuiti e gli appuntamenti via web a mio avviso personale non sono il massimo, anche se almeno rispondono parzialmente al bisogno di incontro delle persone, alla necessita’ di vicinanza.

 Il DtA fa servizio alla persona e sono fermamente convinta che si promuove un beneficio anche se questo non viene subito percepito come tale da parte sia di chi si presenta e sia di chi  “serve volontariamente”.

.

Foto Pixabay – La telefonata

Ora mi sento meno sola!



Redazione DtA –

Ecco un’iniziativa che vuole contribuire a dare una risposta di conforto, ovvero sollievo alle persone afflitte da dolori, disgrazie, preoccupazioni.

In questo periodo c’è particolare bisogno di conforto.

L’iniziativa si rivolge in particolare a persone sole, anziane, malate, scoraggiate che grazie ad un contatto possano scoprire nuova fiducia, nuova speranza.

Spesso queste persone non hanno neanche internet, oppure non sanno come funziona. Ecco che diamo valore al vecchio telefono.

Siamo in “ascolto” dal 26 novembre.

.

Foto Pixabay – Il telefono

Amicizia-Empatia vs Covid-19

Beatrice Bertoli

.

Piccolo gioco con due parole speciali: amicizia ed empatia.

Non ci può essere amicizia senza empatia.

Io sento quello che senti , perciò posso esserti amico. Non ti sono amico per quello che mi dai ma per quello che sei.

Solo questa circostanza valorizza il noto detto “Chi trova un amico trova un tesoro“: perché l’amicizia è un dono raro.

Capita spesso che chi ha questo tesoro non se ne accorga, anzi, che arrivi anche a trascurarlo.

Si trascura il fatto di essere importante per l’Altro.

Ed è sempre più diffusa la situazione in cui avere un amico ha più a che vedere, nella realtà, con l’uso utilitaristico dell’altro, che sconfina anche nel vanto personale, anziché nell’ esser grati del dono che si riceve nella reciproca relazione.

Godere di un’autentica amicizia significa, ed in questi tormentati tempi di sofferenza globale possiamo immaginare quanto ce ne sia bisogno, lasciare andare ogni tentazione “narcisistica”, capendo che da solo nessuno se la può cavare.

Ti rispetto e ti ammiro per il solo fatto che ci sei, sempre.

L’ amico non giudica, l’amico non ti dà ordini, non ti consiglia. L’Amico vero ti mostra una strada da seguire insieme. E se non ce la fai, lui si metterà a fare l’andatura, quella giusta per te.

Gli amici sono rari, e sono infatti parte del cuore“.

.

Foto Pixabay – Amicizia

Mask to mask: c’é il Covid-19, e allora?

Redazione DtA


L’esperienza di incontrare ed ascoltare le persone, ha portato noi del Punto d’Incontro San Giorgio, nell’ambito dell’ormai consolidato “progetto DIMMItiASCOLTO”, ad una continua verifica del servizio offerto.

A partire da quanto stiamo vivendo in questo particolare 2020, si è affermata l’idea, che oggi si sta rafforzando, di “esserci” sempre e comunque, come centri di ascolto e di in-formazione.

Ecco perché, nella scorsa primavera, si è deciso di integrare il nostro “servizio alla persona” con l’inserimento di modalità di counselling, e, per necessità, proponendo anche colloqui e incontri online, con ricorso a varie piattaforme utili.

Oggi la nostra attività avviene per le attività di “ascolto – condivisione – counselling“, sia online sia in presenza.

Nel secondo caso l’attività vis à vis avviene nel pieno rispetto della normativa pro-tempore in essere, e, in ogni circostanza, con la massima cautela. Ergo mask to mask!

Gli incontri e i colloqui che si stanno svolgendo in presenza, e che speriamo di poter svolgere costantemente in futuro, oggi prevedono: sanificazione ambienti precedente e successivo all’incontro, igienizzazione mani, utilizzo delle mascherine, nessun contatto personale e un adeguato distanziamento fisico, il tutto in un approccio di reciproco rispetto.

Stiamo programmando, con l’aiuto della nostra associazione e di altre associazioni partner, di proporre anche specifiche iniziative, al fine di raggiungere più persone, per offrire occasioni di compagnia, condivisione, ascolto reciproco, fiducia e speranza.

Una prima iniziativa, che deriva dalla rimodulazione di un precedente servizio, è denominata “Ora mi sento meno sola” e partirà il 26 novembre p.v.

L’iniziativa si rivolge alle persone che si sentono sole, e che, magari, sono anche sprovviste di internet o non lo sanno usare. Più sotto la relativa locandina, piuttosto significativa.

.

Locandina della nuova iniziativa – Si ringraziano la modella Anna Maria Pamato – la fotofrafa Elisa Pasin – la grafica e creativa Annamaria Sudiero

Lasciare andare, dal vuoto alla pienezza e alla novità

Annamaria Sudiero


La vita è un eterno lasciare andare. Soltanto con le mani vuote potrai afferrare qualcosa di nuovo” – Rumi

.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   

LASCIAR ANDARE

Quando scrivo parlo in primis a me stessa e i miei pensieri, che nascono da esperienza personale o molto spesso dall’Ascoltare il vissuto di Altri, si fissano maggiormente in me se li tramuto in immagine, se li rendo in qualche modo visibili …

Quanto è difficile lasciare andare le persone, le cose. Ma quanto ci può far male trattenere ciò che non può o non vuole più far parte della nostra vita.

E’ come quando si tiene la sabbia in una mano e la si chiude a pugno per cercare di trattenerla. È impossibile, un po’ alla volta ci sfuggirà e nel frattempo la mano, a forza di stringere, comincerà a farci male. Ma sarà proprio quella mano che resta vuota a darci l’opportunità di accogliere qualcosa di nuovo, qualcosa che ci può far rinascere, ritornare liberi.

È un po’ come quel bimbo che tiene stretto il filo legato al suo palloncino, ma si distrae e lo lascia andare. Subito ci resterà male, piangerà, ma poi starà lì, stupito, col naso all’insù, a guardarlo volare libero sempre più in alto. Libero di volare il palloncino e libero il bimbo che dopo il primo dispiacere potrà afferrare qualcosa con cui si potrà divertire e stupire di nuovo.

Dovremmo essere forti e imparare a lasciare andare! Sicuramente porterà sofferenza, ma sarà una sofferenza consapevole e la consapevolezza ci aiuterà a superare il dolore.

E dovremmo anche essere coraggiosi perché talvolta, quello che ci impedisce di aprire quella mano, è la paura, il non sapere cosa ci potrà arrivare di nuovo e sconosciuto.

Già, come dice quel vecchio proverbio: Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova. A pensarci bene però se l’uomo, nel corso della storia non l’avesse fatto, abiteremmo ancora nelle caverne!

E allora noi dovremmo saper valutare. Se la strada che stiamo percorrendo è solo un po’ dissestata, possiamo imparare a schivare le buche, a munirci di ammortizzatori e continuare a percorrerla in qualche modo senza subire danni. Ma se quella strada ci sta portando inevitabilmente ad un vicolo cieco, o peggio ancora ad un burrone, sarà proprio il caso di abbandonarla. Se fossero le scarpe con cui percorriamo quella strada a farci male non faremmo di tutto per calzarne un paio di più comode?

.

Foto Pixabay – La strada

E’ il momento di accendere energie positive

Redazione DIMMItiASCOLTO


Nel tempo della pandemia, il nostro Servizio alla Persona è “acceso” sia online sia in presenza (nel rispetto delle norme anti-covid).

Si opera su appuntamento valorizzando lo spazio di incontro e dialogo in cui affrontare se stessi di fronte ai temi esistenziali e allenarsi all’auto-aiuto.

E’ disponibile il numero 333 401 26 69.

(nella foto di repertorio: alcune Volontarie dell’Ascolto)

Andrà tutto bene?

Proponiamo oggi la traduzione di un testo di Bob Marley e – più sotto – il video della canzone nell’interpretazione della cantante jazz Stacey Kent (da Youtube: Three little birds).

In questo tempo indecifrabile, che solo più avanti potremo capire meglio, ma che ci porta a condividere molte situazioni problematiche e anche tragiche, abbiamo bisogno di ispirazione e di ritrovare il sorriso e l’autenticità delle cose piccole e belle.


mi sono svegliato stamattina, sorridente con il sole che stava sorgendo, tre uccellini erano seduti sul gradino della porta cantando dolci canzoni con melodie pure e vere, dicendo: “questo è il mio messaggio per te”

cantando “non preoccuparti di niente, perché ogni piccola cosa andrà bene”

cantando: “non preoccuparti di niente, non preoccuparti di niente, oh!
perché ogni piccola cosa andrà bene, non preoccuparti”
cantando: “non preoccuparti di niente” io non mi preoccuperò”
“perché ogni piccola cosa andrà bene”