Le regole dell’Ascolto

Torniamo oggi sul tema a noi caro, il tema per eccellenza, ossia l’Ascolto, riprendendo il “Come ascoltare“. Lo facciamo grazie ad un contributo e ad una poesia proposti da Annamaria Sudiero (nel suo lavoro di ricerca ha trovato e approfondito le modalità dell’Ascolto grazie ai testi in psicologo-pagani.it/come-ascoltare del 6/6/2015, g.c.)

Come Ascoltare

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“”Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu cominci a darmi consigli, non hai fatto ciò che ti ho chiesto. Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu inizi a dirmi perché non dovrei sentirmi in quel modo, stai calpestando i miei sentimenti. Quando ti chiedo di ascoltarmi e tu senti che devi fare qualcosa per risolvere il mio problema, tu mi hai ingannato per quanto strano possa sembrare. Quando tu fai qualcosa per me che io posso e ho bisogno di fare per me stessa,
tu contribuisci alla mia paura e alla mia debolezza.
E allora ti prego di ascoltarmi e di non fare altro che starmi a sentire.
E se vuoi parlare, aspetta un minuto che giunga il tuo turno e io ti ascolto“”.

                                                                                             –   Dr. Irene Whitehill –

.

Una poesia che in modo molto semplice illustra “le regole dell’ascolto”, di quello che dovremmo mettere in pratica ogni qual volta qualcuno viene da noi perché desidera avere un ascolto attento e sincero. Un tipo di ascolto che gli dovrebbe far dire: “Grazie, sto già meglio, mi ha fatto bene parlare con te”.

Possiamo riassumere così “le regole dell’Ascolto”:

  • Non diamo consigli quando non sono richiesti. Farlo durante l’ascolto significherebbe innanzitutto bloccare la conversazione senza avere ancora un quadro chiaro ed esauriente.
  • A nessuno si può dire come si deve sentire, il sentire è un fatto emotivo, di cuore non di testa. Non si può dire a qualcuno che non deve essere triste perché non serve esserlo, sarebbe come dire ad una persona che vive serenamente che può esserlo solo ne ha un valido motivo.
  • Quando una persona ci chiede di ascoltarla, bisogna ascoltare e basta. Cominciare a pensare a come si potrebbe aiutarla o a cosa si potrebbe dire per farla sentire meglio, significa che non la stiamo ascoltando con la dovuta attenzione. Se riusciamo ad essere empatici è naturale che in noi scorrano pensieri ed emozioni. Dobbiamo però lasciarli scorrere e riportare subito la nostra attenzione sull’ascolto.
  • E’ giusto cercare di offrire aiuto alle persone quando queste sono in difficoltà ma dobbiamo farlo solo quando ce n’è davvero bisogno e non quando le difficoltà possono essere superate dalla persona stessa, senza il nostro intervento. Il nostro aiuto deve limitarsi nel far vedere le cose sotto un’altra prospettiva, sotto un’altra luce, senza mai mettere giudizio o critica nel nostro dire.
  • A volte si ha bisogno di essere ascoltati, non perché si desidera avere un consiglio e neanche perché ci venga data la soluzione al nostro problema, ma solo per sentirsi compresi””.      

 

(dott. Diego Chiariello – psicologo e psicoterapeuta)

 

 

 

Autore: progetto DIMMItiASCOLTO

Centri di ascolto e di cultura - emanazione Gsm San Giorgio Odv

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