Esserci … l’iniziativa (2)

Redazione DtA –

Ecco un video con cui chiudiamo un anno di blog. Un anno vissuto davvero pericolosamente.

Qui troviamo la seconda parte della presentazione del Team Counselling e dell’iniziativa che abbiamo inaugurato nel 2020, proprio in coincidenza con l’inizio della pandemia.

Qualche mese fa, in piena estate, in una fase meno complessa in termini di pandemia e restrizioni, molto prima della cosiddetta seconda ondata, ci siamo incontrati e abbiamo voluto rendere visibile con dei video la nostra iniziativa, anche qui non solo mettendoci la faccia, ma cercando in semplicità e autenticità di evidenziare le risorse dedicate, che sono di persone, competenze e tempo. Ancora di più di passione. E tenuto conto del particolare momento storico che stiamo tutti vivendo.

.

Video due: realizzazione e montaggio Stefano – regia Egle. Protagonisti i professionisti del Team Counselling: Anna – Daniela – Egle – Gianni – Vania.

.

Registrazione effettuata prima del Dpcm 24 ottobre 2020

Esserci … l’iniziativa (1)

di Redazione DtA –

Qualche mese fa, in piena estate, in una fase meno complessa in termini di pandemia e restrizioni, molto prima della cosiddetta seconda ondata, ci siamo incontrati e abbiamo voluto rendere visibile con dei video la nostra iniziativa, anche qui non solo mettendoci la faccia, ma cercando in semplicità e autenticità di evidenziare le risorse dedicate, che sono di persone, competenze e tempo. Ancora di più, di passione.

.

Video uno: realizzazione e montaggio Stefano – regia Egle. Protagonisti i professionisti del Team Counselling: Anna Daniela EgleGianni Vania.

Immagine in evidenza Pixabay: il colloquio

.

Registrazione effettuata prima del Dpcm 24 ottobre 2020

Servizio alla Persona

di Clitta Frigo –


Nei mesi di ottobre e di novembre i coordinatori di “progetto” si sono dedicati ad una importante autoriflessione su quali possano essere, oggi e per il futuro prossimo, le linee prioritarie di intervento. E’ stato un vero lavoro di analisi, confronto e fantasia, con uno sguardo alle motivazioni iniziali del “progetto DIMMItiASCOLTO”, partendo dalle sfide dell’associazione madre, Gsm San Giorgio Odv, e dall’esperienza di otto anni del centro di ascolto denominato Punto d’Incontro San Giorgio.

Il lavoro del nostro gruppo ha fatto emergere che gli obiettivi delle attività prioritarie sono soprattutto: 1. l’ascolto e 2.la relazione d’aiuto-counselling. 

Di sicuro con l’ascolto si accoglie la persona, senza alcuna distinzione, insieme con le sue situazioni. L’ascolto attento per la persona che si presenta al centro DtA è certamente un primo valido aiuto – un contatto dignitoso.

L’atteggiamento di rispetto da parte del “volontario” che non critica e non giudica è ulteriore prova per chi si presenta che lei/lui persona viene accettata così com’è , che lui/lei e’ importante in quanto essere umano.

Anche l’assicurazione da parte del “volontario” della riservatezza degli argomenti e delle informazioni fornite da chi si ascolta è considerevole. All’accoglienza cordiale e all’approccio di ascolto partecipato e attivo ci vuole lo sforzo di distaccamento da parte del “volontario”. Esercitare un coinvolgimento non emotivo. Che non è facile. 

Succede che a volte un percorso di ascolto necessita di un ulteriore accompagnamento da parte di una figura più esperta (vedi counsellor).

Ai componenti del gruppo del centro DtA non mancano di certo la solidarietà, la partecipazione, la condivisione, la vicinanza, l‘empatia. Qualche volta anche la frustrazione per le situazioni incontrate.

 In periodo pre-Covid il sistema degli incontri in presenza funzionava bene.  Adesso con la comparsa del Covid, purtroppo, gli incontri in presenza sono diminuiti e gli appuntamenti via web a mio avviso personale non sono il massimo, anche se almeno rispondono parzialmente al bisogno di incontro delle persone, alla necessita’ di vicinanza.

 Il DtA fa servizio alla persona e sono fermamente convinta che si promuove un beneficio anche se questo non viene subito percepito come tale da parte sia di chi si presenta e sia di chi  “serve volontariamente”.

.

Foto Pixabay – La telefonata

Ora mi sento meno sola!



Redazione DtA –

Ecco un’iniziativa che vuole contribuire a dare una risposta di conforto, ovvero sollievo alle persone afflitte da dolori, disgrazie, preoccupazioni.

In questo periodo c’è particolare bisogno di conforto.

L’iniziativa si rivolge in particolare a persone sole, anziane, malate, scoraggiate che grazie ad un contatto possano scoprire nuova fiducia, nuova speranza.

Spesso queste persone non hanno neanche internet, oppure non sanno come funziona. Ecco che diamo valore al vecchio telefono.

Siamo in “ascolto” dal 26 novembre.

.

Foto Pixabay – Il telefono

COndiVIDendo nell’Ascolto …

Gruppo Volontari di “progetto DtA” (*)

Agli inizi di giugno, finito il periodo di “confinamento”, il nostro gruppo si è incontrato nel pieno rispetto delle direttive anti Covid-19.

Finalmente!

Desideravamo moltissimo farlo secondo le nostre consuetudini. Noi che pratichiamo l’ascolto sappiamo che esserci in presenza è tutta un’altra cosa. Nessuna tecnologia potrà mai sostituire l’impatto fisico ed emotivo che si crea quando si è in presenza.

Nell’incontro abbiamo condiviso la nostra personale esperienza durante il “confinamento”.

Difficoltà, pesi e limiti. Ma anche importanti consapevolezze e opportunità.

Infine, abbiamo puntualizzato quattordici “regole” definite “importanze”.

Le lanciamo su questo blog in modo che tutti coloro che lo desiderano possano rifletterci e confrontarsi con la propria esperienza.

Da questo periodo di restrizioni abbiamo capito l’importanza:

  1. dell’esperienza personale per comprendere gli altri;
  2. del tempo per se stessi;
  3. di capire perché sentiamo certi fastidi;
  4. di riscoprire lo stupore, per esempio della bellezza;
  5. del silenzio;
  6. dell’Altro come specchio di noi stessi;
  7. della narrazione di sé, facendolo si possono fare ordine e chiarezza nel proprio orizzonte di vita;
  8. di non stancarsi di cercare la serenità dentro noi stessi;
  9. si essere centrati e stare bene con se stessi per non giudicare gli altri e quindi poterli aiutarli veramente;
  10. di dare spazio a se stessi e lavorare dentro se stessi, rallentando, valorizzando la calma e il silenzio;
  11. di riconoscere quanto possiamo essere fortunati rispetto a chi si trova invece nel disagio, senza restare indifferenti;
  12. di ridare il senso alle cose, scegliendo quello che si vuol essere o fare e non facendosi condizionare da sensi di dovere o di colpa;
  13. di ritrovare il gusto delle cose che contano – per esempio la famiglia, gli amici –  e anche delle piccole e semplici cose;
  14. di non soccombere di fronte alle inevitabili crisi o situazioni di emergenza che possono essere presenti o interessarci direttamente.

(*) Gruppo Volontari “progetto DtA”/ Partecipanti all’intervisione del 10/6/2020: Angela – Annamaria – Anna Maria – Beatrice B. – Clitta – Daniela – Federica -Francesca – Francesca Lucia -Gianni – Ivonne – Maria – Rosanna – Rosy -Serena


Foto Paolo Cacciavillan – Albeggiando sopra Schio (entrambe le foto)

Dare spazio a silenzio e ascolto

di Gianni Faccin

In questi tempi e in questa estate di augurabile pausa dalle consuete attività, ci potrebbe essere occasione di trovare speciali spazi di silenzio e ascolto.

In un mondo dove tutti vogliono esprimere opinioni e giudizi, l’abilità di ascoltare, ovvero di stare in silenzio, è forse quella più difficile da mettere in pratica.

Interessanti gli spunti che ci vengono dagli antichi testi di Plutarco, dai testi di Ivan Illich e dai contributi proposti nella pagina Facebook dalla rubrica di “Counseling nella Relazione d’Aiuto”.

Il silenzio maturo ascolta e riconosce, rispettando chi parla. Un radicale cambiamento in tal senso darà finalmente inizio a un rinnovato rapporto col mondo e con gli altri, ma soprattutto con noi stessi.

La nostra cultura è quella più satura di suoni e rumori nel tempo e nello spazio. Qualcuno sostiene che il silenzio dovrebbe essere considerato un diritto comune, un “uso civico” che serve alla meditazione, al pensiero, all’apprendimento, per tacitare le passioni, la sofferenza che viene dall’ignoranza. In epoche lontane esistevano dei santuari silenziosi, immersi nella natura, dove chiunque poteva isolarsi per eliminare ogni tensione psichica. Del resto, come ha bisogno del riposo e del sonno per rigenerare le proprie energie vitali, l’uomo ha anche la necessità di momenti di solitudine per ritrovare uno stato di quiete interiore fatto di silenzio limpido e compatto.

C’è chi rincorre spazi fisici di silenziosa tranquillità per ricostruire il proprio metabolismo spirituale, e chi invece non bada alla ressa e addirittura soffre nel trovare troppa quiete negli ambienti naturali, sollecitato com’è dalla macchina consumistica e dall’irrequietezza che è propria del nostro tempo. Siamo divoratori di spazio, abbiamo acquisito una mobilità ignota alle antiche generazioni, ci si muove dietro alle tendenze dettate dalla pubblicità, siamo condannati da tutte queste realtà oggettive, da un cambiamento culturale che allontana sempre più dal silenzio da cui si fugge per paura, come per la paura del vuoto.

Lontano dagli strepiti dell’artificiale e del superfluo, c’è un’etica del silenzio che non sta nel non parlare, ma nel saper tacere quando è tempo di tacere, e nel saper parlare quand’è il suo tempo. Una virtù, questa, che però deve godere della libertà di parlare o di tacere, e sceglierne il tempo.

Uno scrittore americano ricorda il consiglio di un indiano Sioux: quando devi rispondere a una domanda importante, prima di parlare aspetta cinque minuti. Se rispondi subito le parole vengono dalla mente, se rispondi dopo aver aspettato vengono dal cuore.


Foto Pixabay: silenzio in riva al lago

Regole dell’Ascolto: una proposta

E’ possibile realizzare un codice di regole per divenire buoni ascoltatori?

Ci ha provato la scrittrice Marianella Sclavi che ha puntualizzato in 7 punti l’arte dell’ascolto. Eccoli di seguito. A seguire un commento del nostro amico Gianluigi Coltri, scrittore e blogger, che sa ben utilizzare la regola n. 7.

Regole dell’Ascolto:

1 – Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

2 – Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.

3 –  Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.

4 –  Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5 – Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.

6 – Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7 – Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sé“.

(Marianella Sclavi, “Arte di ascoltare e mondi possibili”, Bruno Mondadori, 2003)

.

photoTre anni fa ho scritto di questo libro, quasi un classico ormai nel suo genere, commentando a puntate le prime tre regole delle sette nelle quali  M. Sclavi ha voluto schematizzare l’arte dell’ascolto.

L’ascolto: che ce ne sia un gran bisogno, in circolazione, non occorre quasi che lo sottolinei. Che chi pensa di essere un buon ascoltatore (e lo sbandieri magari ai quattro venti), e sia quasi mai uno che veramente sa ascoltare, anche questo è scontato. Che chi dovrebbe, ai livelli più alti, dare il buon esempio e invece si distingua per i “me ne frego”, anche questo è tristemente ovvio. E allora perché ne parlo?

Perché ho ascoltato, da non so chi e non so dove, una battuta simpatica che mi è rimasta in mente: la mia vita non è granché, è meglio quella degli altri, m’interessa di più quella altrui. Forse non è solo e non tanto altruismo, è anche noia.

Già, per combattere la noia di se stessi (io, io, io, sempre io… che barba), non vale la pena di lasciare la porta aperta agli altri?

Il primo passo, insieme con l’accoglienza, è l’ascolto. Anche solo per curiosità, come facciamo con i libri.

Gianluigi Coltri.

.

book-3188444_960_720



 

I silenzi possono urlare

“Ascoltare vuol dire capire ciò che l’altro NON dice.”  

(Patrice Ras)

 

12661970_125687124481610_1403885456902577978_n

.

È sicuramente difficile sentire parole che non vengono pronunciate!

Ma, secondo me, dobbiamo in primis distinguere il verbo SENTIRE dal verbo ASCOLTARE.

Il nostro sistema uditivo è coinvolto in entrambe le azioni, ma con una grande differenza. Mentre sentiamo solo l’udito partecipa all’azione; mentre ascoltiamo, oltre all’udito, altre funzioni cognitive devono essere necessariamente messe in moto. Sentire le parole che ci vengono dette non significa ascoltare.

Ascoltare significa  “prestare attenzione”.

Per farlo è necessario capire il tono, le parole con cui si esprime una persona, cogliere l’emozione con cui condivide il suo stato d’animo, dare attenzione ai piccoli gesti e al suo modo di porsi. Per ascoltare dobbiamo insomma usare anche gli occhi, il cuore e la mente.

Spesso la parola che viene taciuta è molto più importante della parola che viene detta.

Penso che i silenzi, a volte, possano urlare!

Non tutto è dicibile ed esprimibile, perché c’imbarazza, si prova vergogna o perché si ha paura del giudizio degli altri. Ma ciò che non viene detto provoca sicuramente un’emozione e se stiamo “ascoltando” una persona con gli occhi e col cuore possiamo almeno intuire che … vorrebbe ma non dice.

Quante volte sarà capitato con i nostri figli, con i nostri compagni o con gli amici di vederli rabbuiati e chiedere loro, magari anche insistentemente, di confidarsi con noi. Possiamo e sappiamo essere attenti ed empatici con chi abbiamo vicino e, anche se non proferisce parola, avvertiamo che qualcosa non va.

Certo è più difficile riuscire con persone che conosciamo poco, ma già intuire che viene taciuto qualcosa può essere un modo per cercare di aiutare a riempire quel silenzio con parole ed emozioni e cominciare così a capire ciò che l’altro non dice! 

Sentire è facile perché esercizio dell’udito, ma ascoltare è un’arte perché

si ascolta anche con lo sguardo, con il cuore, con l’intelligenza” (Enzo Bianchi).

.

Annamaria Sudiero

.

DVbw_EGX4AAagjg.jpg


 

Insieme nell’Ascolto delle Persone 4-

Siamo in sinergia con un altro importante gruppo che opera a Schio. In forte sinergia.

Niente male come attività sviluppatasi nella fase estiva di quest’anno. Invero è stata voluta, cercata e costruita nel tempo grazie al desidero di molti Volontari del gruppo di riferimento (Punto d’Incontro San Giorgio) e del Gruppo S.Cuore della S. San Vincenzo De Paoli (già denominato Abbi cura di Lui).

Radici in Società San Vincenzo De Paoli e collaborazione con UP Schio Ovest (Poleo-S.Caterina-Sacro Cuore) ben rappresentano da diversi anni anni un’importante iniziativa di aiuto materiale verso persone nel disagio.

La stretta collaborazione si è concretizzata nel fondere insieme aiuto materiale e aiuto morale tramite “accogliere le persone nella loro individualità e globalità”, senza fermarsi all’aiuto materiale, per quanto importante, ma cercando di andare oltre.

Significa intavolare, liberamente, con le persone nel disagio, talvolta disperato, dei dialoghi di speranza e di stimolo per affrontare le situazioni problematiche non in solitaria, ma con un affiancamento rispettoso e costruttivo, a partire dalle emergenze concrete.

Abbiamo svolto una particolare azione congiunta e mirata dal febbraio 2018. In questi 6-7 mesi (febbraio – agosto) abbiamo visto,preso in carico insieme e condiviso nelle analisi e valutazioni 18 situazioni.

Nei prossimi mesi saremo in grado di “valutare” anche l’impatto della nostra azione.

.

Redazione DimmiTiAscolto

.

DARE_UNA_MANO_COLORA_LA_VITA