Fiumi di parole?

di Mauro Cason –

ecco … bla, bla, bla, …

Un breve brano uscito di recente nel blog dello scrittore scledense pone l’attenzione sull’ascoltare, ergo lo riprendiamo perché ci ha colpito. Di nostro mettiamo citazione, premessa, titolo e immagine.

Vi sono donne, uomini che hanno il forte desiderio di parlare di sé, della propria storia, dei successi, delle disgrazie, di quella volta che… poteva andare diversamente e cambiare del tutto la loro esistenza.

Fiumi di parole in cui chi si racconta si sente “on the stage”, protagonista di una conversazione senza reciprocità poiché non presta attenzione a te, a come ti senti davvero, ma tutto accade come in una conferenza, come se il narrarsi fosse unidirezionale ed i problemi importanti fossero soltanto i suoi, nell’incapacità di un ascolto autentico di sé e dell’altro.

Quegli incontri in cui hai la sensazione che non è avvenuto alcuno scambio, in cui alla fine ti senti triste e vuoto, in cui hai ascoltato parole “buttate lì” come gocce d’acqua sul vetro che non lasciano alcun segno, nessun ricordo… Quella sensazione di amaro in bocca, di aver perso tempo e la consapevolezza che desideri solo incontri autentici, per quanto brevi, che il tempo è troppo prezioso per buttarlo in parole vuote.

Arriva il momento in cui vuoi incontri in cui vi sia ascolto e scambio di parole “dense”, dove riconoscersi… quelle frasi, quelle sensazioni che ti entrano dentro e lasciano il profumo lieve di significato.

Immagine: Conversation by Pixabay

Testo: da https://maurocason.wordpress.com/ascoltare/


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