Il nuovo ciclo

Spesso ci sentiamo impotenti, bloccati o sconfitti.

Capita di fronte a cambiamenti non voluti oppure in occasione di sterzate improvvise, date alla nostra vita anche per semplici questioni di ordinaria routine oppure per effetto di altrui decisioni.

In questi casi siamo in parte consapevoli, ma non appieno. Ecco allora che subiamo la fragilità di chi “sente” il venir meno delle precedenti certezze.

photo Gianluigi Coltri, nella sua consolidata newsletter (“Poesia” del 18 ottobre scorso), ricorda proprio questa situazione che lui collega ad una poesia di W. Berry.

Eccola di seguito.

Può darsi che proprio quando non sappiamo più cosa fare
siamo arrivati alla nostra vera opera.
e che quando non sappiamo più dove andare
siamo arrivati al nostro vero viaggio.
La mente non perplessa non si adopera.
Il torrente ostacolato è quello che canta“.
(“La vera opera” di Wendell Berry, “Poesia”, marzo 2011)
.
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La Scelta

Se non adesso, quando?

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“”Ogni relazione implica un processo educativo. Nell’incontro con l’altro possiamo scegliere se istruire (istruirci) o educare (educarci) .

Dipende da ciò che scegliamo la relazione che costruiamo e il processo educativo che avviamo: nel lavoro, a scuola, nel sociale ma in ogni contesto che si prende cura dell’altro, educare è un dato non rimovibile.

Coltivare umanità, comunicare e educare generando comunità: ogni giorno una occasione per sperimentare, capire, come il talento, la disponibilità e la professionalità di ognuno possono fare rete generando processi educativi e comunità capaci di risvegliare, riappropriarsi della propria capacità generativa di umanità.

Che poi è quella che ognuno di noi cerca negli altri e chiede dagli altri””.

 

(da LaMeridiana.it 7 gennaio 2918)


 

“E’ con le porte aperte che ci si aiuta …”

E’ il momento in cui tutti ci si augura buon anno nuovo. Noi di DimmiTiAscolto lo facciamo proponendo un breve filmato d’eccezione, un filmato di 9 minuti circa che ricomprende tutta una vita e l’infinito. Con questo formuliamo a tutti e a noi stessi l’augurio tra i più belli: “E’ con le porte aperte che ci si aiuta …“.

Ezio Bosso è un pianista, compositore e direttore d’orchestra italiano.

Ecco alcune sue frasi:

“Se uno ha bisogno è con le porte aperte che ci si aiuta, non con le porte chiuse”.

“La musica non arriva a caso. Quando riguardo la mia vita penso che più che scegliere la musica è la musica che mi ha scelto perché ne avevo più bisogno degli altri”.

“La malattia alla fine mi ha permesso di scoprire altre cose. Il cambiamento del mio corpo mi ha insegnato a non aver più paura”.

“Io sono fortunato. Quando apro gli occhi sono fortunato. Come fai a non sentirti fortunato quando incontri un sorriso”?

“L’ultima nota. Non esiste l’ultima nota perché l’ultima nota che suona uno strumento è la nota che inizia l’altro”!

“La fragilità. Negli anni ho rivisto questo concetto, oggi non ho paura della fragilità. Mi fa paura chi non vuole rivelare la sua fragilità”.

“La vita è fatta di gesti, incontrarsi è un gesto enorme perché è anche dare fiducia”.

“Quando mi hanno chiesto quale fosse il mio progetto ho risposto: il mio progetto sta in quello che lascerò”.

 

 Da “La porta aperta” puntata del 10/12/2017 de I dieci comandamenti (intervista di Domenico Iannacone – Raiplay)

 

Generatività

Stelle

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Pittura, strascichi di colori, infinite sfumature,
Si esprimono chiuse insieme in un puntino di luce.
Attorno tanti uguali e mai uguali fuochi,
che a collegarli si fan disegni.
Seguono ogni vita che nasce loro sotto e l’accompagnano sempre.
Stelle, ruotando vi opponete alle ombre,
Spargete di nuova energia terreni seminati di pensieri,
sotto cieli irrigati di intuizione, creatrici di genialità,
generate, cadendo, la vita“.

Nicola Faccin

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E le stelle non stanno a guardare si potrebbe dire, manipolando il titolo di una celebre opera di J. A. Cronin. Anzi generano, sono fonte di generatività.

Ma cos’é la generatività? Secondo E. Erickson “generatività” è la capacità propria della persona adulta di uscire da una concezione individualistica tesa a concentrare le energie mentali e le preoccupazioni su di sé, per potersi dedicare e prendere cura dell’altro. E generare non è azione solo biologica, ma sociale e simbolica. Non si limita a mettere
al mondo, ma implica anche il portare a maturazione, il prendersi cura nel tempo. Da questo arriviamo alla “generatività sociale” come nuovo paradigma del vivere insieme.

Secondo Chiara Giaccardi-Mauro Magatti, la generatività sociale implica la capacità di tenere insieme quattro movimenti, che non possono prescindere gli uni dagli altri: desiderare (una spinta vitale senza la quale nulla è possibile); mettere al mondo (far nascere, far rinascere, dare inizio a qualcosa che non c’era); prendersi cura (movimento senza il quale nulla può durare) e infine lasciar andare: per mettere veramente al mondo occorre tagliare ogni cordone ombelicale, e “autorizzare”, ovvero passare il testimone,
riconoscere che la realtà che si è messa al mondo o rigenerata può camminare con le sue gambe, anche su vie nuove”.