Porte aperte

Diamo inizio al nuovo mese, tipicamente contrassegnato dall’inizio delle attività scolastiche, con una riflessione che investe in pieno il sistema scolastico e quello educativo più in generale.
Infatti ci stanno dentro pienamente le tradizionali agenzie educative: famiglia, scuola dell’obbligo e funzioni statali.
A ben pensarci chi di noi può sentirsi escluso?
Non si tratta di sentirsi in colpa, ma di prendere nuove innovative responsabilità.
E’ una giovane volontaria che ci offre lo spunto di riflessione. E’ il suo sofferto atteggiamento rispetto ai temi educativi che ci stimola a metterci in discussione.
E’ così che dalle emozioni di settembre passiamo in questo nuovo mese a cercare la consapevolezza.
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E’ necessario un mondo a porte aperte, in cui l’ esempio concreto faccia strada ai giovani.
Gli stimoli, per questi ultimi, sono troppi e la coerenza da parte degli adulti è rara.
In questo scenario di incertezza, in cui scuola e famiglia sono ai poli opposti, servono porte aperte, collaborazione attiva anche tra genitori e insegnanti.
I media, i social e la società spingono a una visione perversa e narcisistica, che porta ad uno sfrenato individualismo.
Questo individualismo, invece di spingere i giovani all’autonomia, li “impantana” in famiglie “chiuse” che tarpano le ali.
E’ così che si cerca una finta libertà nell’alcol e nelle droghe.
La cultura, che dovrebbe dare indipendenza, in Italia, è trascurata; tanto che la percentuale dei nostri laureati è agli ultimi posti in Europa. 
La mancanza di uno <<Scopo>> <<Vero>> porta così i nostri millennials ad allontanarsi non solo dalla scuola ma anche da obiettivi lavorativi.
E ricordiamo che la depressione, sempre più diffusa, è un mezzo comodo di controllo delle masse.
Da dove arriva questa grande sfiducia nei giovani?
Forse proprio da quelle persone che ne sono state gli educatori?
Lo scopo vero è una casa senza porte, che permetta al giovane di uscire ed entrare stando nella fiducia, quella negli adulti, che devono essere esempio concreto di coerenza. 
Beatrice Bertoli
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Scuola di emozioni

Alleati dell’errore o alleati della persona?

Il mese di settembre è partito all’insegna delle emozioni come elemento vitale della persona. Nel nostro blog, in queste ultime settimane, abbiamo utilizzato alcuni filmati che sono stati importanti esempi di come pesino le emozioni nella nostra vita quotidiana e come pesino nella storia di ognuno, fin da bambini.

Per esempio nei rapporti genitoriali, nella comunicazione, negli incontri e nelle relazioni.

Ci manca un sistema educativo che provveda a fornire fin dalla tenera età abilità in campo emozionale.

Ma non si vive senza emozioni. Nel contempo le emozioni vanno conosciute, capite, gestite. Quel che serve da sempre è una “scuola delle emozioni”.

Se certe cose valgono per i bambini, a maggior ragione valgono per coloro che bambini non sono più.

Ben ce lo spiega la neuroscienziata prof.sa Daniela Lucangeli, dell’Università di Padova. Tra le altre cose nel breve colloquio-intervista (Il Mattino di Padova – aprile 2018) la scienziata, ma anche il giornalista non è da meno, ci dà una fenomenale dimostrazione di esercizio d’empatia.

Buon ascolto!

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Gianni Faccin

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MENS SANA IN CORPORE SANO O …

Ho scritto qualcosa come testimonianza del corso fatto con Lidia. Passeggiando nel parco vicino a casa mi capita spesso di vedere gruppi di persone che fanno ginnastica per tenere in forma il loro fisico. E la nostra mente o meglio la nostra anima la teniamo in forma, l’alleniamo? La mia esperienza.

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Ho partecipato con entusiasmo, e anche un po’ di timore, al percorso formativo proposto dal Punto d’Incontro San Giorgio denominato “L’avventura continua….a volte giocare ci insegna ad ascoltare”. I primi 5 incontri si sono svolti nella primavera del 2017 e, vista la richiesta dei partecipanti, sono proseguiti da Gennaio a Marzo del 2018 con ulteriori 5 incontri.

Sentivo entusiasmo perché ero arrivata qualche tempo prima ad approfondire il tema dell’Ascolto e me n’ero appassionata. Avevo capito che poteva essere una spinta a migliorare me stessa e a capire meglio gli altri.

Provavo un po’ di timore perché ero consapevole che avrei dovuto mettermi in gioco, non potevo essere solo spettatrice. Per avere dei risultati avrei sicuramente dovuto partecipare attivamente con tutti i miei compagni di corso.

Tutto si è sempre svolto senza la benché minima forzatura da parte della competente e attenta docente Lidia Lazzaretto, capace di metterci a nostro agio, anche quando qualcuno toccava temi più personali. All’inizio si era tutti più chiusi, ma poi il desiderio di migliorarci ha fatto mettere da parte i nostri timori e ci siamo lasciati andare. Abbiamo capito che nessuno giudicava nessuno, che tutti potevamo esprimerci senza riserva alcuna, se non quella che noi stessi ancora ci ponevamo. Ho cominciato ad aspettare con gioia il nostro appuntamento.

Tempo fa, in altra occasione, dissi a qualcuno che mi piace ascoltare i “respiri della mia anima” perché mi fanno sentire viva. Durante i nostri incontri ho ascoltato anche i “respiri” dei miei compagni e mi sono sentita meno sola. Abbiamo condiviso pensieri, ansie, dubbi, problemi e ci siamo sentiti liberi di farlo.

Giocando abbiamo imparato a riflettere in particolar modo su noi stessi, lo facciamo molto di rado e troppo in fretta, come d’altronde la nostra vita, sempre di corsa, ci porta a fare ormai ogni cosa. Ascoltandomi mi sono poi chiesta qual’era la mia personale crescita e, come diceva Seneca, posso dire che: “Ho cominciato ad essere amica di me stessa!”

Ora il corso è finito ma tutti assieme vogliamo continuare la strada iniziata e abbiamo perciò deciso di proseguire nel percorso incontrandoci una volta al mese per ascoltarci reciprocamente, per condividere le nostre emozioni e per continuare a crescere. È un’esperienza che consiglierei a tutti,  da intraprendere con entusiasmo e un po’ di coraggio, per conoscere noi stessi più in profondità e riuscire così ad affrontare meglio i piccoli o grandi problemi che la vita inevitabilmente ci mette davanti. Perchè sentirsi bene dentro fa vivere meglio fuori!

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Annamaria Sudiero

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Formazione per la cittadinanza

Come scritto anche ieri, è con grande piacere che gli operatori volontari del Punto d’Incontro San Giorgio comunicano di aver finalmente definito i percorsi formativi da proporre alle comunità e alla cittadinanza. Dopo mesi di lavoro e di sperimentazione, ne è scaturito un primo “catalogo”, immediatamente fruibile, che ha avuto il via libera anche dall’Associazione cui il nostro “Punto” appartiene.

Ieri abbiamo potuto visionare la parte relativa ai gruppi, associazioni, comunità. Oggi vediamo la parte relativa alla cittadinanza (singoli e coppie).

Gruppo Coordinamento Creatività

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Formazione per gruppi

E’ con grande piacere che gli operatori volontari del Punto d’Incontro San
Giorgio comunicano di aver finalmente definito i percorsi formativi da proporre alle
comunità e alla cittadinanza. Dopo mesi di lavoro e di sperimentazione, ne è scaturito un primo “catalogo”, immediatamente fruibile, che ha avuto il via libera anche dall’Associazione cui il nostro “Punto” appartiene.

Oggi vediamo la parte relativa a gruppi, associazioni, comunità. Domani la parte relativa alla cittadinanza (singoli e coppie).

Gruppo Coordinamento Creatività

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