Rinnovamento

Qualcuno disse che “il cambiamento parte dal nostro interno”.

E così stiamo cambiando dall’interno del nostro centro, con un confronto attivo tra operatori volontari che comporta un rinnovamento continuo.

Opera importantissima per la crescita di ognuno di noi e per un miglior servizio all’altro.

A questa attività si aggiunge l’impegno sul campo (presìdi presso gli spazi dedicati all’ascolto e alla condivisione) e la formazione continua.

Ecco quanto affermato dal coordinamento del centro rispetto a questo “rinnovamento”.

“Si tratta di investire tempo e risorse in questa fase, aprendo di fatto un nuovo ciclo.

Chiamiamolo ‘aiutiamoci ad aiutare’.
Dopo la pausa estiva si riparte con all’ordine del giorno una forte azione di presidio sul territorio di Schio e dintorni e nel contempo una vigorosa azione formativa interna.
Non solo competenze ed abilità, ma anche attenzione a se stessi e alle motivazioni che come volontari ci muovono verso l'”aiuto”. Sono alcuni mesi che riflettiamo su questo.
Nelle settimane che ci separano dall’anno nuovo lavoreremo ancora e soprattutto sul valore dell’aiuto e della relazione d’aiuto.
Vorremmo riprendere le motivazioni che ci hanno portato sette anni fa alla costituzione del primo centro di ascolto nell’Alto Vicentino fatto di volontari non medici né psicologi.
Vi sono esperienze e competenze diverse, diverse personalità e provenienze. Sono presenti anche professionisti dell’aiuto che operano di fianco a semplici operatori volontari.
Ci accomuna la voglia di metterci in gioco e di aiutare le persone ad aiutarsi.

Ma  ricominciamo da noi, e proseguiamo nell’ascolto delle persone”.

 

Redazione DTA

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Come raggiungere un traguardo? Senza fretta ma senza sosta

Così disse J.W. Goethe.

Ed è un po’ quello che abbiamo fatto e cerchiamo di fare dal gennaio scorso, allorquando sospendemmo il nostro blog.

Pausa di riflessione? Sì ma anche revisione del nostro comunicare e ancor prima del nostro agire in rapporto alla nostra mission nell’ambito dell'”aiuto”.

L’aiuto, questa grande dimensione che ci interessa e impegna tanto.

Riprendiamo quindi ad essere presenti sui social e in particolare in questo blog cercando nuovi approcci comunicativi grazie a contenuti contestualizzati e ben sintonizzati con il traguardo che ci siamo posti innanzi, ossia di essere veramente di aiuto a noi stessi, alle persone che incontriamo e alla comunità in cui siamo inseriti.

Redazione di DTA

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15 anni dedicati agli ultimi

E’ veramente un mese speciale questo dicembre.

Un altro compleanno e anniversario. 15° anniversario. Ed è oggi.

Orbene ricordiamo in questa giornata l’associazione di cui facciamo parte: il Gruppo Sociale e Missionario San Giorgio di Poleo Onlus, alias San Giorgio Onlus o Gsm San Giorgio.

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Si tratta di una organizzazione non profit basata sul Volontariato Sociale.
Associazione sorta nel 2003 che ha sempre di più realizzato il proprio scopo puntando alla valorizzazione della persona.
Lo statuto al riguardo recita (art.6 e 7):”L’Associazione ha come scopo 1. sostenere la beneficenza e valorizzare la persona; 2. assistere e promuovere progetti missionari; 3. collaborazione ed attività nel territorio; 4. attività a favore di progetti nel territorio.”

I Soci fondatori sono stati:
Facci Dario, Stimmatini Giovanni, Pante Vittore, Lista Luciano, Dal Cero Danilo, Sbabo Antonio, Baron Sergio, Martini Elio, Dalla Costa Igino,Facci P. Raffaele e Scalco Roberta.

Nel 2003 eravamo in 11 oggi siamo oltre 100 tra soci e simpatizzanti sostenitori.

Un grazie ai Soci fondatori e un grazie a tutti i nuovi che si sono affiancati in questi 15 anni di intensa attività. Un grazie anche ai tanti followers e ai simpatizzanti esterni.

La sede dell’Associazione è a Schio (località Poleo) in via Falgare 35, presso la Casa del Giovane, struttura parrocchiale, per gentil concessione, anche se l’associazione è libera e autonoma.

Con tutte le parrocchie del circondario e con diverse istituzioni nonché enti, associazioni e cooperative, San Giorgio Onlus è in rete con diverse collaborazioni e partenariati.

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Gianni Faccin


 

Oggi, il Punto d’Incontro SG

Chiudiamo con questo pezzo il “festeggiamento” di un impegno, piccolo se si vuole visto che sei anni non sono tantissimi, ma grande nelle idealità espresse spiritualmente e concretamente dal gruppo coinvolto, perché in questi sei anni grandissima è stata l’intensità nello scambio da persona a persona da anima a anima. Lo stesso nella vita di gruppo.

Se poi si è anche riusciti a mettere in grado le persone di crescere nella propria autonomia, ed è successo stando alle evidenze in nostro possesso, allora la festa è ancora più grande, come ci insegna Mendez, direttore del circo, nel famoso filmato “The Butterfly Circus“, ecco il link: https://www.youtube.com/watch?v=OYozbkt026I (un pezzo uscirà al riguardo a breve).

Ma cos’è oggi il Punto d’Incontro San Giorgio?

E’ sempre di più uno spazio di incontro tra persone, uno spazio di ascolto e di condivisione.

E’ una situazione di libertà in cui esprimere i propri disagi anche profondi, certi di essere compresi, accettati e sostenuti. Di certo non giudicati e non diretti, ma semmai affiancati perché ognuno possa trovare in autonomia le proprie strade e soluzioni.

La posizione del “centro” e dei suoi operatori volontari si rifà a quell’orientamento secondo cui, quando una persona si trova in difficoltà, o vuole semplicemente crescere, il miglior modo di offrirle aiuto non è quello di dirle che cosa fare, quanto piuttosto aiutarla a comprendere la sua situazione e a capire come gestire il problema del momento.

Gianni Faccin.

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La formazione continua alla base di tutto

Proseguiamo l’editoriale di lunedì scorso usando le immagini che testimoniano, solo in parte, l’attività interna di formazione, che è stata e sta alla base della nostra attività.

Vi si ripercorrono gli inizi, una periodo intermedio e i giorni nostri.

All’inizio si è molto lavorato su noi stessi come persone e sull’approccio all’ascolto autentico donando all’altro la massima attenzione possibile (persona al centro).

Inoltre si è lavorato sui valori fondativi e motivazionali e questo grazie all’aiuto di Renata Novello, nostra cara amica e formatrice, che purtroppo è mancata qualche tempo fa.

Nel periodo intermedio abbiamo proseguito sui temi tipici presenti nelle relazioni, assertività, metodi e strumenti per favorire l’ascolto e il dialogo, comunicazione autentica, consapevolezza ed emozioni, questo grazie all’aiuto di due amiche e formatrici Luciana Dalla Valle e Lidia Lazzaretto.

Infine ai giorni nostri abbiamo attivato importanti momenti di “supervisione”, di formazione interna e ed esterna, nonché una attività di revisione organizzativa, tutto ciò grazie ai coordinatori del gruppo, a Lidia e alla nostra amica e psicologa-psicoterapeuta Annamaria Savegnago.

Gianni Faccin

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Gli inizi: tutto il gruppo con Renata Novello durante uno dei corsi formativi

 

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Periodo intermedio: alcuni membri con Luciana Dalla Valle durante il corso sulle “riformulazioni nei colloqui” (non c’é Lidia perché sta fotografando)

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II volontari durante alcuni focus group:

 

 

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Ai giorni nostri: una parte del gruppo con Annamaria Savegnago durante una sessione di supervisione

 

 


 


 

6 anni in mezzo al disagio e nel cambiamento continuo

Noi del Punto d’Incontro San Giorgio siamo oggi 21 volontari provenienti da  diversissime esperienze e da distinte professionalità. La maggior parte è del quartiere di riferimento, ma vi sono anche presenze da fuori quartiere.

Come dice l’intitolazione di questo pezzo abbiamo passato 6 anni in mezzo al disagio, avendo incontrato oltre 200 persone con le situazioni più disparate, spesso anche disperate. Abbiamo passato 6 anni anche nel cambiamento continuo, talvolta impercettibile e in alcuni casi difficoltoso, sofferto e difficile da accettare. Cambiamento di scenario sociale ed economico, dei valori e della cultura. Cambiamento nelle persone che sono nel bisogno e anche cambiamento in noi stessi.

Chi del gruppo ha iniziato nel 2012 non è più la stessa persona. Anche il gruppo è cambiato e diversi componenti hanno lasciato per seguire altre strade, lasciando comunque spazio a molte persone nuove.

Posso dire che di tutto ciò ne abbiamo sempre fatto un punto di crescita e di opportunità, come gruppo e come singoli, e questo grazie all’unità tra noi operatori che è stata ed è la vera forza che ci sostiene.

Ora lasciamo parlare le immagini che i questa pubblicazione si rifanno all’inaugurazione del centro, l’8 dicembre 2012. La data fu stabilita dall’allora parroco don Andrea Mazzon, il cui desiderio era, trovandoci un nesso importante, far coincidere l’evento assolutamente laico con la festività dell’Immacolata.

Gianni Faccin

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Buon compleanno P.I. San Giorgio

Sesto compleanno in verità, visto i 6 anni di ascolto.

Ascolto profondo e autentico. Ascolto delle persone e della comunità al tempo stesso.

Oggi ricorre il compleanno dell’inaugurazione del nostro “Punto d’Incontro San Giorgio”.

Esattamente 6 anni fa, l’8 dicembre 2012, si inaugurò a Poleo (Schio – Vi), presso la ex-canonica, un centro di primo ascolto che fu al tempo, come è ancora oggi, un centro innovativo nell’ambito della relazione d’aiuto e del lavoro di comunità. Un centro di operatori volontari formati dedicati esclusivamente all’ascolto delle persone.

In questo mese di dicembre pubblicheremo nel nostro blog una serie di editoriali e di foto inedite riguardanti l’inaugurazione e l’attività del centro.

Ecco sotto la foto che ritrae il momento comunitario dell’inaugurazione.

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Gianni Faccin

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Centri di Ascolto

Centri di Ascolto

Editoriale 3

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Pezzo che esce in coincidenza con l’importante assemblea annuale della San Giorgio Onlus, nostra associazione madre.

La filosofia di fondo è che per noi è importante fare dell’ascolto autentico uno stile di vita personale e farne una proposta alla comunità.
Ogni giorno abbiamo esempi che “nessuno ascolta più nessuno”. Anche chi dovrebbe prestare ascolto per vocazione o lavoro fa fatica ad ascoltare, tende piuttosto a voler essere ascoltato.
E’ difficile, ma per il gruppo di volontari preparati, competenti e generosi occorre continuare su questa via.
Molte sono le persone che “sussurrano aiuto senza mai essere ascoltate”.

Sono 5 gli anni di attività del nostro Punto d’Incontro San Giorgio, che opera presso la canonica di Poleo e il rustico Pettinà, grazie alle sinergie con UP Poleo-S.Cuore e S.Caterina e con il CdQ2.
Di recente sono in atto importanti collaborazioni con Caritas Vicenza, con C.A. S. Cuore e con il gruppo Caritas dell’UP Torre-Pieve-Enna.
Il progetto culturale di fondo è DimmiTiAscolto (vedi questo sito).
Si sta pensando a nuova progettualità grazie a nuovi collaboratori/operatori e grazie a nuove sinergie anche professionali.

I Coordinatori

Ascolto e Comunità

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Editoriale 2    

In che rapporto stanno l’Ascolto e la Comunità? Come può funzionare un approccio così particolare verso una comunità ampia e diffusa? E nel caso di una città? E’ possibile ascoltare la città?

Mi sono posto queste domande di recente, in occasione di alcune esperienze cittadine in cui la “megafonia” di turno sosteneva di conoscere i bisogni comunitari e a questi offriva già le soluzioni. L’esperienza del Punto d’Incontro San Giorgio, pur essendo una esperienza di pochi anni  e pur avendo un limitato excursus d’impatto sociale, ci ha insegnato come ascoltare la comunità, il gruppo, la famiglia, l’azienda, la città “sia possibile”. In qualsiasi caso occorre mettere al centro la Persona e dalla Persona cominciare partendo da un ascolto autentico, disinteressato.

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“Viviamo tempi complicati e difficili, non si riesce ad ascoltare gli altri e nemmeno se stessi, figuriamoci la città. Eppure sono tempi in cui occorre riscoprire l’importanza dell’Ascolto e di guardare con occhi diversi anche la Città. Proprio così, entrambe con le iniziali maiuscole e già questo è un bel passo avanti. Qui intendiamo Città come comunità, grande famiglia fatta di tante persone ognuna delle quali con una propria storia unica e irripetibile. Intendiamo Ascolto come presupposto e ingrediente fondamentale di una “genuina comunicazione”.

Non ci perdiamo qui su ciò che non è Città e su ciò che non è Ascolto. Focalizziamoci invece su ciò che possono essere, che dovrebbero essere. Sono riflessioni che valgono per tutti, in particolare per chi ha responsabilità maggiori, di relazione, di cura, di educazione e di rappresentanza, per citarne alcune.

Consideriamo oggi come stiamo vivendo, sia a livello personale sia a livello collettivo. E’ indubbio che le parole spesso mal poste, attraverso la televisione, ma soprattutto attraverso le connessioni internet, avvengano esse tramite facebook , twitter o messenger, whatsApp, email e similari, ci sommergano continuamente, ossessivamente e ad ogni momento della nostra vita, privata e professionale. Ci riguarda tutti, anche coloro che, dichiaratamente, scappano dal telefonino o da facebook perché se ne sentono troppo dipendenti o – sempre di più – ne sono schifati o si sono visti offendere.

Siamo sommersi dalla nuova comunicazione, che autentica non è perché non rispetta la persona, non la libera ma, anzi la soffoca, la spinge a cercare contatti frenetici, volanti, virtuali, spesso alterati. La persona è sempre sul filo del rasoio, e tende a non esistere più il confronto diretto che è quello che mette di fronte le persone e che mette in gioco anche emozioni e scambio vero a livello sensoriale, quindi non solo intellettivo.

E’ chiaro che esiste uno stretto legame tra tali fenomeni e la sempre maggiore manipolazione del pensiero umano esercitata ormai spudoratamente da sempre maggiori esponenti anche pubblici, fenomeno “glocal” ormai, e gli esempi si potrebbero sprecare.

Di certo ciò che serve sempre di più è riscoprire i valori fondamentali della persona che devono tornare al centro dell’attenzione in modo sostanziale.

E’ ora di ripartire dall’Ascolto, quello vero, quello per esempio non sondaggista, quello che non teme le “bufale”. L’Ascolto autentico è uno stile di vita, è un modo di essere che favorisce in tutte le persone, grazie all’empatia necessaria e all’assenza di giudizio, il processo di miglioramento. Se è fondamentale tra le persone figuriamoci a livello comunitario: è possibile l’ascolto della Città come di ogni comunità, partendo dalla gente e rivolgendo l’attenzione ai bisogni primari che non sono solo quelli visibili o materiali.  E non sono neanche quelli che noi immaginiamo … La Città è fatta di persone, e la Persona è un universo unico, speciale e complicatissimo. Non c’è categoria, etichetta, associazione o partito che lo possa spiegare e contenere.

Alla persona e alla Città servono autentici processi di valorizzazione che siano mirati a Relazioni e a Dialogo rispettosi, offrendo a tutto ciò che è virtuale e di cui siamo ormai troppo impregnati solo lo spazio necessario e utile.  Da qui le fasi successive dell’Affiancamento e dell’Accompagnamento, che significa «esserci» per sostenere il processo non facile del cambiamento, sia nelle persone sia nella comunità.

Se ci guardiamo attorno, anche solo nell’Alto Vicentino, esperienze che sposano tali impostazioni ci sono e sono efficaci perché partono dal mettere la Persona al centro“.

Gianni Faccin

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[foto tratta da scena del film “Il Pianeta Verde”]