Sulla strada

di Redazione progetto DimmiTiAscolto –

Punto di snodo: momento decisivo, svolta: giungere a uno snodo della propria vita

Ricorriamo a questa immagine per rappresentare il momento decisivo della nostro “progetto”, ormai in maturazione da diversi mesi. E’ una vera svolta in quanto nel decennale di attività che stiamo vivendo, fatto di continua formazione sul campo, tirocini mirati, ascolto delle persone sempre di più di tipo “profondo” e sviluppo di una modalità di relazione d’aiuto in cui crediamo fortemente anche se nella società desta ancora dubbi e perplessità derivanti dal puro ignorare o da disinformazione, abbiamo scelto.

Abbiamo scelto di non essere soltanto a disposizione di chi ci viene a trovare nei nostri spazi dedicati oppure di chi ci chiama per un appuntamento, come avviene da dieci anni. Abbiamo scelto consapevolmente di essere “sulla strada” (**). Significa essere là in quei posti in cui si trovano le persone in stato di disagio, in quegli spazi in cui le persone fragili convergono per altre necessità primarie. E’ assai impegnativo ma come dice un nostro caro amico “se lo puoi fare lo devi fare” (*). Aggiungiamo che i tempi cambiano e se da un lato i bisogni si aggravano e aumentano come tipologia, crescono le persone nel disagio che fanno fatica a chiedere aiuto. E’ importante allora trovare nuove “occasioni di incontro”.

E’ il caso degli “empori solidali e diffusi”. Attualmente siamo presenti a Dueville e a Schio presso i rispettivi empori. In quelle “strade” possiamo incontrare operatori, volontari, professionisti e soprattutto persone in stato di necessità.

Negli incontri stiamo gradualmente applicando il nostro “metodo” che prevede varie fasi come ben delineato in un nostro precedente pezzo a cui rimandiamo, ecco il link : https://dimmitiascolto.org/2022/02/27/incontrare-le-persone/

In questo brano ci piace riportare ad integrazione una riflessione della nostra collega Daniela riguardo alla figura del “counselor”.

Il Counselor è una figura professionale che si affianca alle professionalità dello psicologo, psicoterapeuta e psichiatra, ma che è sostanzialmente molto diverso.
Il counselor non prescrive medicine né fa mettere in pratica terapie comportamentali.
Il counselor instaura con l’interlocutore un rapporto relazionale improntato allo scambio reciproco di esperienze ed emozioni, in modo tale che la persona, in una situazione di disagio, possa prendere consapevolezza delle proprie qualità e recuperare autostima.
In questa relazione la persona cresce e si autodetermina.
Tutto questo si ottiene con l’empatia che, nel counselor, deve essere una caratteristica molto sviluppata. La persona deve sentirsi pienamente compresa ed accolta.
Inoltre il counselor deve agire nella sua posizione professionale in assenza di giudizio, senza incasellare l’interlocutore in uno schema.
Quindi il counselor accoglie l’interlocutore, che presenta un disagio, senza giudicarlo e facendogli prendere coscienza e consapevolezza delle sue qualità che gli serviranno, se non per superare il disagio, almeno per guardarlo sotto un altro punto di vista (una prova da superare, un obiettivo che potrà fargli acquisire nuove consapevolezze).
In questa relazione il counselor diventa una sorta di ‘amico/punto di riferimento ‘.

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Brano nel testo: by Daniela D.

Citazione: by Treccani Enc.

Citazioni nel testo: (*) by Giorgio Santacaterina – (**) by Gianni Faccin

Immagini: Emporio e Donne in bicicletta by Pixabay

Titolo: ispirazione da libro di J. Kerouac

Emporio, porticato


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