L come Lacrime

(da versare al bisogno per fare una gentilezza a noi stessi)

di Annamaria Sudiero –

Ci hanno sempre detto che piangere ci fa apparire deboli e quindi non dobbiamo farlo. Credo invece che in certi momenti della vita piangere sia, come dire… “un toccasana”!

Girando sul web mi sono imbattuta in questo brano, attribuito alla psicologa e filosofa russa Anna Kiryanova. Non ho le competenze per appurare se ciò che è scritto sia effettivamente vero, se i lacrimatoi esistessero davvero o fossero solo delle ampolle che contenevano unguenti a cui sia stato dato erroneamente questo uso, ma mi è piaciuto il significato e vorrei proporvelo tale quale come l’ho trovato.

“A volte il dolore deve essere pianto. Va vissuto e superato. Solo così si può guarire dal dolore e dalla tristezza.

Quanto dura il dolore? Quando il cuore si calmerà e passerà il dolore della perdita?

Secondo la scienza, serviranno due o tre mesi per farlo passare… Ma a volte, se avete perduto una persona cara, se siete stati traditi, abbandonati o privati dei beni, il dolore non passa per tutta la vita, può solo diventare meno forte, specialmente se la persona l’ha affrontato con il coraggio e la forza.

Gli antichi pensavano: il dolore passerà quando avrete pianto le vostre lacrime, e avevano dei lacrimatoi per la raccolta delle lacrime di dolore. Lo facevano anche nell’antica Roma. Quando la boccetta era piena le lacrime si versavano sulla tomba del defunto o si donavano agli dèi. Gli dèi avrebbero mandato una consolazione ad un cuore affranto.

Nell’Inghilterra vittoriana il lacrimatoio (“lachrimatory”) lo portavano al collo, come un medaglione. Quando scendevano le lacrime la boccetta si apriva e poi si chiudeva accuratamente. Passato un anno, si toglieva il coperchietto per far evaporare le lacrime. Insieme alle lacrime si evaporava anche il dolore, restava soltanto la memoria di una persona amata…

È una saggia invenzione, il lacrimatoio.  Una persona in lutto deve piangere il dolore, e, raccogliendo le lacrime, si trattiene dallo sprofondare nel baratro di un dolore ancora più grande.

Quando stai raccogliendo le tue lacrime con la tua boccetta, questo ti distrae. In un anno questa occupazione diventa un rituale, e i rituali sostengono e consolano, rafforzano le difese psicologiche: hai pianto la tua perdita, hai raccolto le tue lacrime, che poi si sono evaporate.

Finiva il brutto periodo, iniziava una nuova vita. E ti rimaneva un piccolo e delicato flacone, come un ricordo. Il dolore si trasformava in un ricordo. Forse è per questo che non esisteva la depressione, a quei tempi?

Ora non ci lasciano piangere, vogliono che iniziamo a pensare positivo e a sorridere, come se non fosse successo nulla. Anche le persone ormai vedono la tristezza come qualcosa di poco normale, una malattia.

A volte una depressione è un dolore non pianto o un lutto che è durato poco, perché è stato dato l’ordine di consolarsi, di sorridere, e di dimenticare (o fare finta di dimenticare).

Ma l’anima non dimentica nulla. Ecco a cosa servivano queste boccette; per raccogliere il dolore.

A volte il dolore va solo pianto”.

Di mio vi lascio un “pensiero in rima” scritto tempo fa che mi sembra possa essere una buona conclusione.

Lacrime
Come le gocce di rugiada rendono preziosa
la trama della ragnatela,
così lo sgorgare delle lacrime
la vera essenza del nostro animo rivela.
Non trattenerle, lasciale andare
e sulle labbra falle posare.
Dolce o amaro ne sentirai il sapore,
perché generate da gioia o dolore.
Commuoversi è diventato ormai
un sentimento raro,
trattenersi rende l'animo avaro.
Rete di lacrime

Immagini: Pexel e Spider-web


2 commenti

  1. Grazie per il bell ’ articolo che ci riporta nella dimensione del vivere sano. La tristezza è il dolore sono processi attraverso cui passare per “guarire”. Seguire la saggezza del corpo è una dimensione dell essere da recuperare. Ciao Luciana

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...