Quelli che ben pensano

Foto by GiSa


COLLAGE
 a cura di Giorgio Santacaterina –

‘Un invito alla riflessione, spero utile’

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2/2021

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Sono intorno a noi, in mezzo a noi

In molti casi siamo noi a far promesse

Senza mantenerle mai se non per calcolo

Il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile

La posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere

E non far partecipare nessun altro

Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro

Niente scrupoli o rispetto verso i propri simili

Perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili

Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti

Sono replicanti, sono tutti identici, guardali

Stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere

Come lucertole s’arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano

Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno

Spendono, spandono e sono quel che hanno

Sono intorno a me, ma non parlano con me

Sono come me, ma si sentono meglio

Sono intorno a me, ma non parlano con me

Sono come me, ma si sentono meglio

E come le supposte abitano in blisters full-optional

Con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland

Vivon col timore di poter sembrare poveri

Quel che hanno ostentano, tutto il resto invidiano

Poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono

Parton dal pratino e vanno fino in cielo

Han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo

Sono quelli che di sabato lavano automobili

Che alla sera sfrecciano tra l’asfalto e i pargoli

Medi come i ceti cui appartengono

Terra-terra come i missili cui assomigliano

Tiratissimi, s’infarinano

S’alcolizzano e poi s’impastano su un albero – boom!

Nasi bianchi come Fruit of the Loom

Che diventano più rossi d’un livello di Doom

Sono intorno a me, ma non parlano con me

Sono come me, ma si sentono meglio

Sono intorno a me, ma non parlano con me

Sono come me, ma si sentono meglio

Ognun per sé, Dio per sé

Mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica

Mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano

Altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano

Mani che poi firman petizioni per lo sgombero

Mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli

Che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli

Quelli che la notte non si può girare più

Quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv

Che fanno i boss, che compran Class

Che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica

Che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara

Ma l’unica che accendono è quella che da loro l’elemosina ogni sera

Quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera

Sono intorno a me, ma non parlano con me

Sono come me, ma si sentono meglio

Sono intorno a me, ma non parlano con me

Sono come me, ma si sentono meglio

Sono intorno a me, ma non parlano con me

Sono come me, ma si sentono meglio

Sono intorno a me, ma non parlano con me

Sono come me, ma si sentono meglio

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[da Frankie hi-nrg mc: ‘quelli che ben pensano’]


Pubblicato da progetto DIMMItiASCOLTO

Centri di ascolto e di cultura - emanazione Gsm San Giorgio Odv

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