Counseling … Incontrarsi!

Redazione DtA

Questo pezzo e il prossimo – con cui inauguriamo settembre -fanno riferimento a quanto scritto dalla dr.ssa Marcella Danon, scrittrice, accademica e psicologa italiana. Si tratta di riflessioni e argomentazioni che focalizzano il tema dell'”incontro“. E siamo in tempi in cui l’incontro tra persone viene, per i noti motivi, complicato e discusso in continuazione.


Counseling: il potere dell’incontro umano.

Si sta diffondendo sempre di più in Italia il counseling, una professione che insegna a valorizzare e potenziare le proprie capacità di ascolto ed empatia per metterle al servizio della crescita personale altrui, in tanti ambiti diversi.

E’ un atteggiamento professionale peculiare quello con cui il counselor si rivolge al cliente, a metà strada tra il rituale distacco del medico e il caldo coinvolgimento dell’amico del cuore, tra l’aritmetica competenza del commercialista e quella carismatica di un maestro. Carl Rogers stesso, in “Psicoterapia di consultazione”, definisce il counseling come “un legame sociale diverso da tutti quelli che l’individuo può aver sperimentato fino a quel momento”. Che cosa caratterizza questa relazione, la cui specificità ha portato alla decisione di non italianizzare il nome della professione ma di mantenerne la dizione originaria – counseling – dal significato così insostituibile?

Proprio il fatto che, prima ancora di essere un rapporto professionale, il counseling è un rapporto umano.

E’ un momento privilegiato di interazione in cui il counselor crea le condizioni per una comunicazione autentica, in cui il cliente si senta accolto, ascoltato, accettato, compreso. In un tipo di società dallo stile di vita sempre più frenetico, anonimo e automatizzato nelle relazioni interpersonali, diventa sempre più difficile per le persone crearsi situazioni in cui potersi aprire con un interlocutore senza doverne temere il giudizio, la considerazione superficiale, il disinteresse o addirittura il rifiuto.

Il counseling risponde a questa profonda necessità di incontro autentico e di condivisione di riflessioni inascoltate che spesso, una volta accolte da un orecchio attento, da sole si incanalano verso una possibile risoluzione adatta alla persona. Anche in questo il counseling si distingue da altre relazioni professionali, nel suo accompagnare dolcemente l’interlocutore verso l’esplorazione della sua situazione sostenuto dal sottinteso che sarà lui stesso a poter trovare la soluzione di volta in volta necessaria, che è lui – il cliente – l'”esperto”, l’unico possibile esperto nell’arte di comprendere e dirigere la sua stessa vita.


Incontro – Pixabay

Autore: progetto DIMMItiASCOLTO

Centri di ascolto e di cultura - emanazione Gsm San Giorgio Odv

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