L’ascolto gentile

“La linea segreta di ogni psichiatria umana e gentile dovrebbe essere la disperata attenzione a cogliere i significati della sofferenza che non si vedono, che sono al di là della soglia del visibile, e che si nascondono in noi e negli altri, gli altri che stanno male in particolare. Senza la ricerca ardente e febbrile dei valori e dei significati che si animano nella nostra interiorità, e in quella degli altri, la psichiatria non può giungere a cogliere le radici profonde del dolore dell’anima e del dolore del corpo.
Ancora: senza la ricerca di quello che ci unisce, al di là delle differenze, ai fantasmi e alle ombre, alle figure e alle dissolvenze, al dolore e alla sofferenza, che fanno parte delle esperienze psicopatologiche, non si riesce ad aiutare chi sta male. E nemmeno si riesce a salvaguardare la nostra interiorità, che tende fatalmente a inaridirsi e a spegnersi: divenendo monade dalle porte e dalle finestre chiuse, e sigillate. In questa archeologia della vita le parole di Nietzsche sono ancora una volta indispensabili quando ci invita a non essere ranocchi pensanti, e ad essere capaci di accogliere nel cuore molte cose. La introspezione è la premessa alla immedesimazione che non è se non la ricostruzione della vita interiore degli altri, immaginandola”.
(Eugenio Borgna, “L’ascolto gentile – Racconti clinici”, Einaudi, 2017)
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Commento di Gianluigi Coltri

“Per una curiosa coincidenza (ma le coincidenze non esistono), quest’anno sono usciti a poca distanza due libri, un saggio ed un romanzo, che potrebbero stare sotto un’unica etichetta, in questo caso il titolo del primo: l’ascolto gentile.

L’ascolto gentile nr.1
Eugenio Borgna, nella sua lunga carriera di psichiatra, ha avuto a che fare, nei primi anni, con il mondo dei manicomi, prima che la legge Basaglia, nel 1978, li chiudesse, cambiando finalmente approccio alle malattie mentali. Approccio ancora oggi problematico: la depressione, i disturbi bipolari, anche i disturbi dell’alimentazione, spesso vengono sepolti sotto coltri di vergogna, disagio del paziente e della sua famiglia, sensi di colpa dall’una e dall’altra parte.
Su questo mondo, a partire dal manicomio femminile di Novara per arrivare ai nostri giorni, Eugenio Borgna racconta con garbo e gentilezza, senza diminuire i dolori ed i drammi che si rivelano nelle storie di donne (sono quasi solo loro: Maria Teresa, Anna, Francesca…), con successi terapeutici ma anche con terribili fallimenti.
Come sempre, grazie alla sua grande cultura, Borgna frammischia alle storie di vita quelle della letteratura: in questo libro, compaiono, più di tutti, i poeti Giacomo Leopardi e Georg Trakl, due esponenti di quella malinconia che come secondo nome ha “male di vivere”.
Gianluigi Coltri
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Autore: progetto DIMMItiASCOLTO

Centri di ascolto e di cultura - emanazione Gsm San Giorgio Odv

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